di Mario Russo
Costi che lievitano, tempi che si allungano, lavori sospesi. Questa è spesso la prassi delle “opere” nel nostro Paese.di Mario Russo
Costi che lievitano, tempi che si allungano, lavori sospesi. Questa è spesso la prassi delle “opere” nel nostro Paese.È quanto meno strano, poi, che alcune imprese italiane spesso “chiacchierate” nel nostro Paese (vedi Impregilo) siano, invece, molto quotate e apprezzate all’estero dove realizzano opere imponenti e all’avanguardia (stando nei tempi e nei costi). Per rimanere nel caso Impregilo basti pensare alla realizzazione della diga di Ertan in Cina. Il livello di affidabilità di cui godono nel mondo molte nostre imprese ed aziende è ampio. È una delle nostre ditte, ad esempio, che ha fornito i “dispositivi antisisma” nella realizzazione del ponte “Rion Antirion” di Atene e del grattacielo Taipei 101 di Taiwan (eppure da noi ci sono casi come quelli di L’Aquila). Sempre italiane sono alcune ditte impegnate in forniture per la realizzazione del nuovo Canale di Panama. Ditte scelte, ironia della sorte, soprattutto per la drastica riduzione dei tempi di consegna che, rispetto alle concorrenti, garantiscono.
Perché, allora, tutto questo (efficienza, competenza, professionalità) calato nella realtà italiana si traduce in spreco? I fatti dimostrano che non è questione di incapacità, di mancanza di “genio”. Allora è questione di cultura? Di malcostume? Di “ambiente malsano”? Quest’ultima ipotesi potrebbe essere avvalorata dal fatto che aziende ed imprese estere sono molto restie ad investire e operare in Italia.
Costruzioni realizzate e abbandonate, opere pubbliche e infrastrutture che risultano essere inutili o inutilizzabili, opere totalmente scriteriate che impoveriscono lo Stato e danneggiano i cittadini. Le cause possono essere diverse, ma il risultato è sempre lo stesso. Forse è il caso che nel nostro Paese chi sbaglia, chi “non fa bene” quello per cui è pagato non rimanga impunito, ma cominci a risponderne.
Tutto questo non è lontano dal tema portante del presente numero di Nuove Proposte: i trasporti e, in parte, la viabilità. Il focus, infatti, è dedicato alla Metro della Capitale. Si parlerà di progetti, di manutenzione, di innovazioni, ma anche di ritardi, di sprechi, per l’appunto, e della “misteriosa linea D.
Roma Capitale, come si afferma in uno degli articoli, è alla prova di maturità e il sistema di trasporti è una “materia” fondamentale. Ma non bastano le “opere”. Come si afferma sempre nello stesso articolo, parafrasando una frase storica, “fatta Roma Capitale, bisogna fare i cittadini di Roma Capitale.
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