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Le parole (non) sono importanti

Storia di un disco e di un chitarrista

Un pomeriggio di sole, nell’I-pod scorrono le note di canzoni senza parole, sette brani che spaziano dal rock al funk, ognuno racconta una storia diversa. Una predilezione per Didi’s song. Ma è giusto che sia Vince a raccontare quest’opera prima….

Chi è Vincenzo Carpentieri?

Vincenzo Carpentieri è un ragazzo che una volta aveva 16 anni. E quando aveva 16 anni gli hanno regalato una chitarra e da allora non l’ha mai più lasciata.

vince carpentieri, no words

 

 

 

 

 

Ed oggi questo ragazzo è arrivato a una tappa importante….

Finalmente il mio primo disco da solista. E’ stata una bella esperienza, una bella avventura, un rischio per certi versi.

Titolo?

No Words

Ultimo aggiornamento Giovedì 10 Marzo 2011 23:24 Leggi tutto...
 

“Hai un minuto per me?”

Emozioni perdute in scena al de’ Servi

di Mario Russo

de'servi

 

Uno spettacolo scritto da Gianluca Crisafi e diretto da Davide Lepore. Un viaggio alla ricerca delle emozioni perdute e della capacità di esprimerle. Un teatro moderno, dinamico, vicinissimo al linguaggio cinematografico. In scena al Teatro de’ Servi fino al 6 marzo, ha finora già raccolto ampi consensi. Alla prima del 15 febbraio gli attori più volte sono stati interrotti da applausi a scena aperta. Un gradimento confermato dal pubblico anche a fine spettacolo.

Una conferma della bontà dell’incontro tra il modo di scrivere dell’autore e le idee del regista. Un sodalizio artistico inaugurato la scorsa stagione con il successo di “Fai come se fossi a casa mia”.

“Gianluca – afferma il regista – scrive le cose come le scriverei io se sapessi scrivere. Io gli do l’idea e lui la scrive immediatamente”.

Ultimo aggiornamento Giovedì 10 Marzo 2011 23:46 Leggi tutto...
 

Lenti per sognare un’altra vita

Emma Dante e la sua Trilogia degli Occhiali

di Andrea Riccio

 

Una scena di Ballarini, foto di C.Maringola

Il Palladium, con la sua aria chic e un po’ dimessa, è gremito di gente. Anche la sala, raccolta, confidenziale, aiuta a sentirsi a proprio agio. A sorpresa l’attore del primo monologo è già in scena. Dalla prua di una nave spruzza acqua al pubblico. Poi d’improvviso la luce cala e per quasi tre ore il mondo ci appare lontano, scollegato. Merito del meraviglioso effetto straniante che pochi sanno regalare come Emma Dante, che ha raccontato a Nuove Proposte il suo ultimo lavoro, la Trilogia degli Occhiali.

Occhiali come metafora di un disagio. Perché ha scelto proprio questo oggetto? E in realtà, cosa si cela dietro gli occhiali?

Gli occhiali magici, che servono a tenere costipata l’intelligenza dentro il cervello, come dice ‘o Spicchiato, servono ai miei personaggi per sognare un’altra vita. Una vita a loro negata: il marinaio sogna il mare, il malato catatonico il movimento e la vecchina il suo grande amore, il marito morto prima di lei.

Ultimo aggiornamento Martedì 12 Aprile 2011 16:30 Leggi tutto...
 


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