Frammenti, le foto di Stefano Cigada che raccontano l’attimo di un’opera d’arte

Al museo di Roma in Trastevere la prima mostra in Italia dell’artista. Visitabile fino al 15 marzo 2020

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StefanoCigada_8 Museo Nazionale Romano, Roma 9.3.2019; 11.07 480x330 mm stampa fine art su carta d’archivio ©Stefano Cigada
Foto di StefanoCigada – Museo Nazionale Romano, Roma 9.3.2019; 11.07 (480×330 mm stampa fine art su carta d’archivio)  

 

Frammenti di archeologia, di opere d’arte, quei dettagli che restano impressi nella mente. Frammenti di minuti, quei pochi attimi in cui c’è la luce giusta per fermare il tempo con uno scatto. E “Frammenti. Fotografie di Stefano Cigada” è il titolo della prima mostra in Italia del fotoreporter, visitabile al museo di Roma in Trastevere fino al 15 marzo.

Frammenti in mostra

Sono 21 stampe in bianco e nero che raccontano anche l’Italia e l’Europa, i musei, le bellezze antiche spesso dimenticate o non osservate con attenzione, ma che invece Stefano Cigada mette sotto la luce, le rende protagoniste e di una forza attrattiva disarmante. Quel gioco di luci e ombre, del bianco delle statue e del nero che le avvolge attira lo sguardo del visitatore, che si trova immerso in una bolla d’acqua dove tra l’oscurità il candore dell’arte rassicura.

Non sarà forse un caso che Cigada arriva dal mondo marino, i suoi lavori per molto tempo hanno raccontato un altro tipo di ambiente, e ora ci porta a fare un viaggio nel tempo e nello spazio, dove le opere palpitano e lui cerca di andare oltre «quello che manca, quello che non si vede, cercando l’infinito nel frammento» come dichiara.

Opere immortali

Le sue foto diventano immortali come le opere, perché cattura un preciso istante di luce, di un determinato mese e di una stagione, che difficilmente sarà lo stesso in un altro momento. «Conosco statue e orari in cui sono colpite dalla luce, con che incidenza arriva la luce secondo il calendario – racconta Cigada -. Ad esempio alla Centrale Montemartini il 27 di settembre una delle mie statue preferite – il guerriero morente del tempio di Apollo Sosiano – è accarezzata per dieci minuti da un raggio di sole. Una settimana prima e una settimana dopo il sole passa oltre, e la fotografia è inutile. Solo durante quei 10 minuti succede qualcosa di magico. E quelli sono i miei dieci minuti, quelli che voglio acciuffare».

L’esposizione è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, ed è curata da Jill Silverman van Coenegrachts. Servizi museali Zètema Progetto Cultura.

Info: www.museodiromaintrastevere.it

Gianna De Santis


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