Brenda Navarro alla fiera del libro con “Case vuote”

L’autrice messicana ci porta nel terreno difficile e doloroso della maternità: «Non esistono madri buone o cattive, solo forme di essere madre e nessuna può essere giudicata»

228 0
Brenda Navarro alla fiera del libro con “Case vuote”

L’autrice messicana Brenda Navarro ha presentato alla diciottesima edizione di Più libri più libri, la fiera della piccola e media editoria svoltasi a dicembre nel nuovo centro congressi La Nuvola a Roma, il suo ultimo libro “Case vuote” pubblicato daGiulio Perrone editore. All’evento sono intervenuti anche Francesca De Sanctis e Paolo Di Paolo.

Chi è Brenda Navarro

Brenda Navarro è una scrittrice messicana, classe 1982. Con “Case vuote” esordisce nel mondo della narrativa, ma da anni è impegnata negli studi di genere. Laureata in Sociologia ed Economia Femminista all’università nazionale autonoma del Messico (Unam), con un master in Studi di genere all’università di Barcellona, dove risiede da anni. Qui ha fondato nel 2016 una scuola di scrittura, Enjambre Literario, formata da un gruppo di donne che promuove la narrativa al femminile.

Un libro sul dolore della maternità

“Case vuote” è una storia che racconta il dolore della maternità. E lo fa attraverso due donne che, nella maternità non desiderata da una parte e inseguita a tutti i costi dall’altra, ci conducono nel mistero più profondo e imperscrutabile dell’essere madre. Come spiega Francesca De Sanctis:«Sono due personaggi apparentemente molto distanti, l’una di un ceto sociale elevato, l’altra vissuta in un contesto più difficile, ma in realtà hanno molto in comune. Sono entrambe donne sole, infelici, “scomparse” a se stesse in un paese di desaparecidos, altro tema molto forte, come anche quello del femminicidio».

«Nessuna madre può essere giudicata»

“Case vuote” è un libro che non risparmia niente, nessuno e lo fa con una scrittura convulsa, esplosiva, come la violenza del pensiero. A partire dall’incipit: “Daniel è scomparso tre mesi, due giorni e otto ore dopo il suo compleanno. Aveva tre anni. Era mio figlio. L’ultima volta che l’ho visto era fermo tra l’altalena e lo scivolo, nel parco in cui stavamo trascorrendo il pomeriggio. Non mi ricordo altro”. Daniel è sparito, ma è rimasto nelle cose di tutti i giorni: nel letto sfatto, nei panni sporchi ancora da lavare, nella casa vuota dove sua madre non smette di maledirsi per non essere stata un buona madre, lei che neanche voleva esserlo.

Dall’altra parte invece c’è il gesto estremo di una donna che accoglie nella propria casa una bambino che non ha messo al mondo ma fa di tutto per fargli da madre. Brenda Navarro ci porta così in un terreno difficile, per certi versi scandaloso, quasi “blasfemo” della maternità, come afferma Paolo Di Paolo: «È un libro che terremota la coscienza e ti obbliga a riflettere». «Io volevo far capire – spiega l’autrice – che non esistono madri buone o madri cattive. Ci sono forme di essere madre, e nessuna può essere giudicata».

Elisabetta Zazza


Lascia un commento

Could create table version :No database selected