“Raffaello Sanzio” visto da Vittorio Sgarbi, in scena al Teatro Olimpico

Dal 9 al 13 ottobre il noto critico d'arte farà uno spettacolo raccontando la vita e le opere del grande artista, che definisce «un genio sublime, è vissuto poco ma ha fatto cose meravigliose»

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Vittorio Sgarbi in Raffaello

«Raffaello è un genio sublime, è vissuto poco, ma ha fatto cose meravigliose». Vittorio Sgarbi presenta così il suo spettacolo al Teatro Olimpico di Roma su uno dei più grandi pittori del nostro paese, Raffaello Sanzio, di cui nel 2020 ricorreranno i 500 anni dalla morte.

«Per me essere al Teatro Olimpico è un po’ come stare a casa – aggiunge il noto critico d’arte – e questa non sarà un’avventura facile». In scena dal 9 al 13 ottobre, Sgarbi parlando di Raffaello racconterà la sua difficile vita e mostrerà le sue magnifiche opere in un’atmosfera suggestiva.

Rimasto prima orfano di padre (pittore di Urbino) e poi anche di madre, Raffaello ha dipinto fin da bambino. È riuscito nell’arco della sua breve vita (muore a 37 anni) a realizzare dei veri e propri capolavori: a 20 anni le sue opere sono già considerate perfette.

«Raffaello è grande e complicato – prosegue Sgarbi –, con le sue opere esprime una grande potenza, i suoi ritratti sono vivi. Le sue opere portano una vera rivoluzione, e quando arrivano nel nord Italia tutti diventeranno raffaelleschi e cercheranno di seguire le sue orme».

Raffaello è considerato uno dei più grandi artisti di ogni tempo, ha lasciato un’impronta indelebile nella pittura giunta fino a noi, influenzando anche l’arte moderna e contemporanea.

Nel suo racconto Sgarbi sarà accompagnato dalle musiche eseguite dal vivo da Valentino Corvino, sonorità neorinascimentali ispirate a dei sonetti di Raffaello e inoltre ci saranno dei video di giovani artisti.

Lo sposalizio della Vergine” del 1504 è considerato il suo capolavoro per eccellenza. Sgarbi dopo aver raccontato di Caravaggio, Michelangelo e Leonardo, sta già pensando di fare uno spettacolo teatrale su Dante e poi sugli invisibili, quei pittori sconosciuti ma che hanno lasciato opere di grande pregio.

Gianna De Santis


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