Il “turismo delle radici” una forma sempre più diffusa nei borghi d’Italia

Il turismo genealogico, ovvero quei i viaggi dei discendenti di migranti italiani di seconda, terza e quarta generazione che sono interessati a ricercare l’origine, la discendenza e le tracce delle loro famiglie e di stirpi

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turismo delle radici

“Dona a chi ami ali per volare, radici per tornare e motivi per restare” Dalai Lama

L’emigrazione nel centro sud è legata alle vicende dell’unificazione di Italia, che evidenziò le notevoli disparità sociali, culturali ed economiche esistenti tra nord e sud e mise in rilievo la realtà meridionale come il punto più debole per la ripresa e lo sviluppo del paese. Per sfuggire a una condizione esistenziale fatta di privazioni e di miserie, masse sempre più cospicue furono costrette ad abbandonare i luoghi di origine per trovare lavoro altrove.

Gli emigrati conservano legami strettissimi con la propria cultura di origine, in quanto è forte il desiderio di rivedere o scoprire il Paese di origine della propria famiglia.

La mobilitazione di questo flusso assume rilevanza soprattutto per i figli di emigrati di seconda e terza generazione che, una volta inseriti nella comunità che li ha accolti e raggiunto un certo benessere economico, intraprendono un viaggio di ritorno alla riscoperta o scoperta delle origini delle loro famiglie.

Un viaggio indietro nel tempo per vivere l’esperienza e l’emozione di ricostruire la storia dei propri antenati, capire le circostanze sociali e storiche della loro vita, dei territori, degli ambienti, degli eventi che possono aver avuto un significato particolare o aver segnato la loro esistenza, le scelte e il destino di coloro che sono arrivati dopo.

Nel mondo sono circa 80 milioni gli oriundi italiani che lasciarono il nostro Bel Paese per cercare fortuna in altre terre. Ci troviamo di fronte a una nicchia di mercato ad elevato potenziale di crescita. Il turismo generato dagli italiani all’estero risponde alle strategie di medio periodo dell’industria turistica italiana, in quanto fonte di flusso di visitatori diffuso sul territorio, lontano dal turismo di massa e omogeneamente distribuito lungo il corso dell’anno.

Ad Alvito, un borgo medievale della provincia di Frosinone è nata l’Associazione Italia Gens, che promuove il turismo delle radici nella Valle di Comino e in tutta la provincia di Frosinone. L’Associazione di promozione sociale Italia Gens ha rappresentato l’intera regione Lazio, nello scorso maggio, a una tavola rotonda organizzata dal ministero degli affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Il turismo delle radici non è più un turismo di nicchia, ha sottolineato la presidentessa Loreta Di Fazio, ma ha i numeri per incrementare il consumo di prodotti e l’utilizzo di infrastrutture locali. L’associazione ha quindi l’obiettivo primario di valorizzare i bellissimi borghi abbandonati o in via di spopolamento e mobilitare risorse per la preservazione del loro  patrimonio storico e culturale.

Partendo da vecchi filmati, lettere e documenti inediti forniti dall’Archivio di Stato della provincia di Frosinone, Italia Gens ha organizzato l’evento “Turismo delle radici: sguardi, parole e suoni” con  la presentazione del piano operativo per l’espansione del progetto. Un tuffo nel passato per conoscere il presente e progettare il futuro. Per info www.italiagens.it.


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