Il trionfo dei sensi e il genio di Mattia Preti a Palazzo Barberini

La mostra è dedicata ai pittori calabresi, Mattia e Gregorio Preti, durate la loro collaborazione a Roma dove fu realizzata l’imponente Allegoria, al centro dell’esposizione

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PalazzoBarberini, Il Trionfo dei sensi (Foto mostra Alberto Novelli)

Palazzo Barberini ospita fino al 16 giugno 2019 la mostra “Il trionfo dei sensi. Nuova luce su Mattia e Gregorio Preti”, dedicata alla collaborazione dei due fratelli calabresi durante il loro soggiorno a Roma. Al centro del percorso espositivo c’è l’Allegoria dei cinque sensi, un dipinto monumentale realizzato dai fratelli Preti nei primi anni Quaranta del ‘600, su commissione della nobile famiglia Barberini. Grazie allo studio Dentos, è stato possibile realizzare non solo un grande lavoro di restauro del dipinto, ma anche una serie di indagini diagnostiche che hanno portato a importanti scoperte.

I fratelli Preti a Roma e l’influenza caravaggesca

I due pittori calabresi erano giunti a Roma probabilmente intorno agli anni Venti. La pittura di Caravaggio era fonte d’ispirazione per i due fratelli, e questo si legge chiaramente nell’Allegoria dei cinque sensi. La scena della taverna, il concerto, il suonatore di pipa, i giocatori di morra, il vino, la Buonaventura, sono tutte immagini che vengono dal mondo caravaggesco e che qui sono riassunte come allegoria dei cinque sensi.

Interessante, al centro dell’opera, l’autoritratto di Gregorio, che ci guarda e invita a guardare a nostra volta. Nei due decenni che seguirono l’Allegoria, Caravaggio continuò a ispirare fortemente i due artisti, che ne adottarono temi e linguaggi nei loro dipinti successivi.

Il genio impetuoso di Mattia

Quando giunse nella città papale, Mattia era poco più che ventenne.  Era il più giovane dei due fratelli e lavorava alla bottega di Gregorio, più grande di lui di dieci anni, che inizialmente lo forma e lo guida. Ma ben presto, nell’arco di un decennio, il più anziano fratello verrà superato dal genio impetuoso di Mattia. Questa distanza si evince a partire da una grande tela raffigurante Cristo e la cananea, realizzata da Mattia nel 1647 per i Colonna, opera capitale del periodo romano.

Altre opere importanti del connubio

La collaborazione tra i due fratelli portò alla realizzazione di altre opere imponenti, legate al gusto di importanti collezionisti, come il Concerto con scena di Buonaventura, o il Pilato che si lava le mani, eseguito per Giulio Rospigliosi, futuro papa Clemente IX, in cui si riesce a cogliere la mano di Gregorio per la parte centrale del quadro e quella di Mattia per il gruppo di destra raffigurante il Cristo trascinato al calvario. L’ultimo lavoro realizzato dai due fratelli fu la controfacciata di San Carlo ai Catinari, nel 1652. L’anno successivo Mattia lasciò Roma per proseguire da solo la sua luminosa carriera.

Eventi collaterali

L’esposizione ripercorre le strade dei due fratelli, dal connubio romano fino alla decisione di proseguire autonomamente. La mostra offre anche una serie di eventi collaterali molto importanti: visite guidate una volta a settimana con i curatori Alessandro Cosma e Yuri Primarosa e laboratori gratuiti sui cinque sensi ogni domenica per bambini e genitori, che entrano a metà prezzo, fino alla fine della mostra.

Elisabetta Zazza

(Foto mostra Alberto Novelli – PalazzoBarberini, Il Trionfo dei sensi)


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