Tar del Lazio: necessaria campagna d’informazione sull’uso degli smartphone e la loro possibile pericolosità

Una vittoria a metà dell'Associazione per la Prevenzione e la Lotta all’Elettrosmog attesa da sette anni

356 0
Tar contro smartphone

Che l’uso prolungato dello smartphone potesse essere nocivo per la nostra salute è cosa ormai risaputa. Quello che ancora rimane sconosciuto è se ci possano essere effettive connessioni tra alcune patologie e le onde elettromagnetiche emesse dai dispositivi, e in quale quantità queste inizino a essere nocive. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ancora non si è pronunciata una volta per tutte sulla faccenda, ma è certo che bisogna fare attenzione. Intanto, l’Unione Europea ha stabilito un limite di emissioni di onde per ogni telefonino. Un modo per limitare i danni ai consumatori, ma sicuramente non basta.

In Italia vige la legge del 2001 (n. 36/2001) sulla regolamentazione dell’esposizione ai raggi elettromagnetici, ai campi elettrici e magnetici. La legge vuole, infatti, tutelare la salute dei cittadini e incentivare la ricerca per adottare misure concrete atte alla prevenzione e all’informazione. Proprio su questo punto si è pronunciato il Tar del Lazio, chiamato a intervenire dall’Associazione per la prevenzione e la lotta all’elettrosmog.

L’Associazione infatti chiedeva – già nel 2011 – l’obbligo ai ministeri dell’applicazione del decreto. Dall’altra parte il Tar ha ritenuto inammissibile la richiesta di obbligo dell’attuazione del decreto, ma ha accolto parzialmente il ricorso chiedendo invece al ministero della Salute, dell’Istruzione e dell’Ambiente di adoperarsi per una campagna d’informazione atta a illustrare l’uso corretto dei dispositivi mobili, per ridurre i rischi del loro impiego.

Una piccola vittoria dovuta proprio al fatto che ancora non sono scientificamente provate le eventuali connessioni tra cellulari e malattie. Intanto, i ministeri sopra citati avranno sei mesi di tempo per attuare la sentenza e iniziare una campagna di sensibilizzazione sull’argomento, troppo spesso sottovalutato.

Francesca Coculo


Lascia un commento