Quando i ricordi riaffiorano… ecco cos’è la memoria olfattiva  

Basta un profumo per riportarci a rivivere emozioni dimenticate e far viaggiare la nostra mente indietro nel tempo

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Olfatto

“Vi sono profumi freschi come carni di bambini, dolci come oboi, verdi come prati, e altri, corrotti, ricchi e trionfanti, che hanno l’espansione delle cose infinite, come l’ambra, il muschio, il benzoino e l’incenso, che cantano i trasporti dello spirito e dei sensi”. Charles Baudelaire descrive così la memoria olfattiva: un profumo, un odore particolare che ci riporta a uno specifico episodio della nostra vita, talvolta remoto e apparentemente dimenticato.

Marcel Proust con la sua madeleine spiega perfettamente le sue modalità d’azione, un odore che colpisce diritto al cuore e in un attimo i ricordi lontani sono di nuovo di fronte a noi, ci assale la nostalgia e ci lasciamo assalire da questa sensazione dolce-amara che ci pervade. La crostata della nonna o la lasagna dei pranzi domenicali in famiglia, il profumo di una persona amata e poi dimenticata, basta un attimo e il passato e di fronte a noi come se il tempo non fosse mai trascorso.

Si tratta di un tipo particolare di memoria, che non è razionale o legata a processi logici, essa è risvegliata dai sensi, non dal pensiero. Ma scientificamente come si spiega questo fenomeno? L’area del cervello deputata all’elaborazione degli stimoli olfattivi è connessa al sistema limbico, vale a dire il nostro cervello emozionale. Grazie alla memoria olfattiva siamo in grado di connettere immediatamente un odore peculiare al ricordo che lo accompagna, e di conseguenza possiamo sperimentare nuovamente le emozioni provate mesi o addirittura anni prima. Questo avviene poiché gli odori consentono l’attivazione della memoria episodica, ovvero quella parte di memoria a lungo termine che ci consente di conservare i ricordi autobiografici.

Claudia Pennacchio


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