Giulia Lorenzoni: una “Stella” brilla nel Paradiso delle signore

La cantante, attrice, scrittrice e interprete si racconta per la prima volta senza filtri. Ha solo venticinque anni ma ha una valigia di esperienze notevole

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Giulia Lorenzoni

Giulia Lorenzoni, attrice, scrittrice e interprete, rappresenta l’archetipo ideale dell’artista polivalente. A soli 25 anni, infatti, la sua valigia (parola che ritroviamo anche nel titolo del suo libro) è piena di esperienze, un insieme di mondi in cui è cresciuta e si è formata, tra cui la musica e il canto. Ora la vediamo tutti i giorni in tv su Rai Uno nel “Paradiso delle signore”, che da fiction si è trasformata in lunga serialità. Giulia Lorenzoni per la prima volta si racconta senza filtri, svelandoci i segreti e i sogni che si nascondono nella dolceamara sinfonia della vita.

Come descriverebbe il suo personaggio nel “Paradiso delle signore”?
Interpreto Stella D’Anna, una cantante di jazz molto sofisticata e appassionata del suo lavoro. Un discografico porta Tina, una delle protagoniste, a vedere Stella al fine di prendere esempio dalla sua bravura, frutto di anni di studio, tecnica e arduo lavoro.

Si rivede nel personaggio che interpreta?
Il personaggio rispecchia molto la mia filosofia di vita perché, da cantante e insegnante di canto, tengo tantissimo alla tecnica e trovo sia l’unico modo di esprimersi. Se un cantante ha solo un grande cuore non avrà mai successo e, ugualmente, se ha solo la tecnica non emozionerà. La tecnica aiuta a liberare le nostre capacità e, soprattutto, a non avere limiti.

Quali sono le difficoltà che ha incontrato?
In realtà non ho studiato come attrice televisiva, ma ho recitato numerose volte in teatro. Infatti, il ruolo prevedeva all’inizio soltanto la registrazione di un brano e invece, mentre mi stavo preparando per andare in scena, mi hanno dato il copione in mano con battute da imparare in poco tempo. L’unica cosa che mi ha un pochino turbato sono state le tempistiche, perché lavorando tutti i giorni come insegnante di canto, da un giorno all’altro ho dovuto imparare la partitura con la musica.

Quali sono le figure che influenzano e hanno influenzato la sua curiosità artistica?
Nel mio percorso ho avuto tanti esempi e tanti modelli. A tredici anni ho cominciato con il rock e l’hard rock, avevo quattro band e non studiavo. Le mie amiche uscivano di nascosto per vedere il fidanzato e io invece uscivo di nascosto per fare le prove, finché mia mamma non mi ha dato un ultimatum, ho fatto un provino a una scuola di musica e ho iniziato a studiare con Daniela Carletti. Un giorno però sono arrivata in anticipo alla lezione e ho ascoltato attraverso le pareti una voce emozionante, ho avuto una sorta di rivelazione di divina. Quella voce era di Ella Fitzgerald, io avevo solo sedici anni ma da quel momento il jazz mi ha completamente assorbito.

Come l’ha aiutata la musica durante la sua vita?
La musica ti scava dentro e, a volte, ha tirato fuori anche lati negativi della mia personalità. Quando ho deciso di intraprendere il percorso musicale, la mia famiglia non stava attraversando un periodo facile e nessuno mi sosteneva, infatti facevo quattro lavori. A un certo punto ho mollato tutto e ho iniziato a fare serate, a sostenermi economicamente con la musica, ho imparato da autodidatta a stare su un palco, a creare un contatto con il pubblico. La musica mi ha insegnato a credere in me stessa.

Quali sono le sue grandi passioni, oltre il canto e la recitazione?
Essendo una performer e un’insegnante a tempo pieno ho poco tempo per me stessa, ho solo venticinque anni ma ne sento quaranta a volte sulla pelle. Nel tempo libero adoro dipingere, una passione che non deriva da uno studio, proprio perché non voglio che diventi un lavoro. E inoltre, scrivo, una passione che ho sempre avuto e si è trasformato in un lavoro vero e proprio, infatti ho da poco pubblicato il mio libro.

Di che cosa si tratta?
Il libro si intitola “Una valigia di perplessità” (produzione Lovemorenation, Youcanprint Editore, 10,00 euro) è una raccolta di mie riflessioni e canzoni sull’amore, in particolare riguardo un evento traumatico che ho vissuto quest’anno. Questo libro ha dato vita alla realizzazione di un concerto con orchestra che si terrà ad aprile presso l’Auditorium Parco della Musica, in cui canterò e reciterò.

Che cosa spera per il futuro?
Spero che la mia musica continui ad arrivare alle persone, a confortarle, a non farle sentire sole.

Arianna Di Biase


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