Aurora Ruffino: «Vivo l’amore in modo assoluto come la mia Bianca nei Medici»

Dopo “Braccialetti Rossi” e “Non dirlo al mio capo 2”, l’attrice racconta i suoi desideri tra lavoro e vita professionale: «Sogno di lavorare con Gabriele Mainetti e Steve Rodney McQueen, e tornerei a fare volentieri un film con Saverio Costanzo» 

45 0
Aurora Ruffino

Aurora Ruffino, nota al grande pubblico per aver interpretato Cris nella fortunata serie televisiva di Rai1 “Braccialetti rossi”, l’abbiamo appena vista nella fiction “Non dirlo al mio capo 2” interpretare un avvocato in carriera ed è attualmente in onda, sempre sulla prima rete Rai, con la serie angolo-italiana “I Medici 2”. Al rientro da un periodo densa di attività, la giovane attrice ci racconta i suoi sogni e delle ultime esperienze sul piccolo e grande schermo. E ci svela che proprio in questi giorni è sul set della terza stagione de “I Medici”.

Com’è questa nuova esperienza con una serie internazionale?
È diverso rispetto all’anno scorso, sono cambiati tanti attori e personaggi e la storia si evolve. Però è sempre bello. Il regista di quest’anno è Christian Duguay, un registra franco-canadese che mi piace moltissimo. Lavorare con lui è un piacere. Fa sentire un attore al sicuro.

E sul set di “Non dirlo al mio capo 2” come si è trovata?
Sono stati tutti molto carini da subito. Non mi sono sentita un’estranea e questo è stato bello.

C’è un regista con cui le piacerebbe lavorare?
Oltre Gabriele Mainetti, che secondo me diventerà uno dei più grandi registi italiani in assoluto, mi piace moltissimo Garrone, è il mio regista italiano preferito insieme a Gabriele. A livello internazionale sono una grandissima fan di Steve Rodney McQueen (suo il film premio Oscar “12 anni schiavo”, ndr) e sarebbe un sogno lavorare con lui.

Recitare è stato da sempre il suo sogno sin da bambina?
In realtà in ambito artistico il mio primo amore è sempre stato la danza. La recitazione l’ho scoperta dopo. Facendo le superiori volevo andare a studiare medicina, diventare una dietologa o comunque una professoressa e lavorare a scuola, avevo totalmente un’altra idea. Sono capitata nel posto giusto al momento giusto, sono stata fortunata. Da lì ho avuto modo di fare il mio primo film, “La solitudine dei numeri primi” con Saverio Costanzo, con cui spero di rilavorare un giorno. Il mio primo film l’ho fatto con lui a 19 anni. È stato lui che mi ha spronata a trasferirmi a Roma, ad andare al Centro Sperimentale, ha creduto tantissimo in me da subito e io lo ringrazio molto per questo.

Qual è stato il ruolo più difficile che ha interpretato?
Sicuramente il ruolo che ho trovato più difficile fin ora è stato quello di Cris, è stato un ruolo molto intenso, molto complicato. Era una storia fortissima, con tematiche complicate di mezzo, non solo l’anoressia e i disturbi alimentari. In più far parte di un gruppo di amici in cui tutti soffrono di una malattia grave, tra cui anche il fidanzato Leo (interpretato nella fiction da Carmine Bruschini, ndr). Quello di Cris è stato un personaggio complesso, difficilissimo da interpretare, molto intenso ma allo stesso tempo bellissimo.

Ha un personaggio preferito?
Non ho un personaggio preferito, però a Cris sono legata. Quel lavoro è stato talmente intenso che ce l’ho proprio nel cuore, fa parte di me. Sono attaccata in modo viscerale a Cris e al progetto di “Braccialetti rossi”. Non riesco a sceglierne uno. Anche Bianca dei “Medici” è un personaggio molto bello. Me li porto tutti nel cuore, fanno tutti parte di me e ogni personaggio è legato a un ricordo dell’esperienza che ho vissuto in quel momento, fa parte della mia storia.

Il personaggio in cui si rivede di più?
Non c’è proprio un personaggio simile a me. In ognuno ho trovato delle similitudini. Magari in Benedetta la voglia di ribellione, che ha sempre fatto parte di me. In Cris il modo in cui vive l’amore, l’amore diventa la cosa più importante per lei e anche per Bianca dei “Medici”. Questo è un modo di vivere l’amore che ho anche io, quando mi innamoro lo vivo come una cosa assoluta, totale. In questo posso essere simile a loro. Il coraggio e la voglia di lottare di Bianca, la determinazione e l’essere testarda fa parte di me. In ognuno c’è qualcosa che mi appartiene, però non ho mai interpretato un personaggio totalmente simile a me come persona, fortunatamente. La cosa bella di questo mestiere è interpretare personaggi il più diversi possibili, per avere il gusto di essere pesone diverse da te, vivere storie ed emozioni diverse.

A proposito di amore, è innamorata in questo momento?
Sì, sì. L’anno prossimo saranno 4 anni che sto con questo ragazzo. Si chiama Maxime, è un ingegnere francese che ho conosciuto a Londra mentre ero lì per studiare inglese. Anche lui stava studiando inglese e per caso siamo finiti ad essere coinquilini.

Vive a Roma da diversi anni ormai, com’è stato trasferirsi?
Ormai sono 8-9 anni che sono qui. All’inizio è stato uno shock. Vengo da un paesino veramente piccolo vicino Torino. Ricordo lo shock della prima volta che sono venuta a Roma e mi sono persa, c’erano tutti questi palazzoni enormi, io ero abituata alle pecore e alle mucche nei pascoli, mi sono ritrovata in mezzo a questi palazzi enormi, l’Altare della Patria e gli altri monumenti. È stato spaesante all’inizio, poi piano piano ho iniziato ad ambientarmi e ad apprezzare le cose belle della città, ormai non potrei mai pensare di tornare a vivere nel mio paesino.

C’è un posto speciale in cui va?
Io amo Villa Borghese, passerei le mie giornate lì. Ci sono andata tantissime volte ma non mi stanca mai. In privamera, estate, mi piace andare lì e leggere un libro. C’è un chioschetto in cui fanno il migliore caffè che io abbia mai bevuto. È un posto che mi fa sentire bene.

Ha un sogno che vorrebbe realizzare prima dei 30 anni?
Ne ho uno grande che per scaramanzia preferisco non dire… Però un altro sogno che ho è lavorare di nuovo con Saverio Costanzo. Ho un ricordo bellissimo di lui, del set, dei consigli che mi dava. Mi piacerebbe avere la possibilità di ritrovarlo sul set. Questo è un altro sogno che ho nel cassetto. Inoltre non vedo l’ora di vedere “L’amica geniale”. Sono sicura che capiterà di nuovo l’occasione di lavorare insieme.

Claudia Pennacchio


Lascia un commento