Madagascar, l’isola paradisiaca dove Africa e Asia si fondono

È quanto rimane dello scomparso continente Gondwana, una vera miniera di ricchezze naturali tra coste frastagliate, barriere coralline e uno dei mari più belli del mondo

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Madagascar

L’isola rossa dell’Oceano Indiano, o la terra delle farfalle più grandi del mondo, o ancora il paese con le foreste che risplendono di miriadi di piante e foglie. Il Madagascar è veramente “l’ultimo paradiso” in cui andare alla ricerca della natura più prorompente e selvaggia e ritrovare se stessi. È Africa, con i suoi odori e la sua atmosfera, il suo saper vivere e i suoi tramonti. Ma è anche di più, per quel pizzico di Oriente che è giunto in tempi lontani fino a qui, ad addolcire certe asprezze.

Un viaggio in Madagascar è dunque solo per quelli che amano l’Africa e sono disponibili a scoprire un amore ancora più grande. Con il sufficiente spirito di adattamento, di fronte alle strade piene di buche o gli alberghi, eccetto pochissimi, un po’ spartani, o alla mancanza di mondanità. Qui è la natura a farla da padrona: una natura straordinaria, legata alla storia tutta particolare di questo mondo unico.

La grande isola, la quarta della terra per superficie, è infatti quanto rimane dello scomparso continente Gondwana, “trait d’union” fra Africa e Asia: porta parallela alle coste del Mozambico, nell’Oceano Indiano, è una vera miniera di ricchezze naturali. Con i suoi 5mila chilometri di coste frastagliate, di isole e isolotti, di barriere coralline, possiede uno dei mari più belli del mondo. E conserva una fauna e una flora senza eguali, dai dolcissimi lemuri, proscimmie che vivono solo qui e si possono ammirare da vicino in alcuni parchi protetti, a piante carnivore dalle forme affascinanti. E poi la gente: i malgasci sono un popolo gentile, aperto, ospitale, in cui tratti africani e asiatici si sono fusi creando una razza “solare”.

Quest’isola posta al fianco del continente africano racchiude in sé infiniti tesori di diversità biologica. Grande due volte l’Italia, questo paese ha tutto, però concentrato in piccole dosi, con una varietà e una ricchezza di ambienti diversi non riscontrabile in nessuna parte del mondo.

Volete la savana arida? In Madagascar c’è. Volete la giungla equatoriale? In Madagascar c’è. Vi piacciono le spiagge candide con palme di cocco e barriere coralline? Anche in questo il Madagascar ha ciò che fa per voi.

Ma non basta. Accanto a questi meravigliosi ambienti, ve ne sono altri che in nessuna parte dell’Asia e dell’Africa troverete. Si potrebbe quindi dire ai naturalisti che «solo nel Madagascar essi possono trovare la loro terra promessa». È qui che la natura sembra si sia rifugiata come in un santuario particolare per lavorare su altri modelli, diversi da quelli di cui si è avvalsa finora.

Paradiso dei naturalisti, questo piccolo continente di 589.000 km², situato tra l’Africa e l’Asia, lo è certamente per la specificità e la ricchezza della sua flora (1.200 specie) dove crescono piante grasse e le varietà più rare di orchidee; per l’originalità e l’endemicità della sua fauna; per la ricchezza e la varietà della sua fauna marina. I collezionisti di conchiglie possono osservare specie molto rare come il «Conus milneedwardsi», e gli amatori di pesca subacquea possono trovare, oltre a cernie centenarie, dei dugonghi e il favoloso celacanto.

Terra d’elezione dei mineralogisti, il Madagascar racchiude, nei suoi terreni sedimentari e nel suo massiccio cristallino, numerosi minerali e pietre semipreziose, fra cui la celestite che non si trova in alcun luogo, la apatite, il berillo e una cinquantina di altre varietà.

La stagione migliore per visitare il Madagascar è quella che va da aprile a dicembre. Il clima tropicale dell’isola garantisce una temperatura gradevole nella stagione secca, mentre le zone della costa orientale sono più umide per le frequenti precipitazioni. Per i turisti in arrivo dall’Europa non sono richieste vaccinazioni particolari, tuttavia si consiglia la profilassi antimalarica. La lingua ufficiale è il malgascio, ma ovunque si parla il francese. Un po’ di inglese viene parlato nella capitale e nelle zone con maggiore affluenza di turisti. La moneta è il Franco Malgascio Ariary.

E parlando di cucina: i piatti malgasci sono spesso accompagnati da un’abbondante porzione di riso. Carne, pollo e pesce cucinati con salse particolari e a volte serviti con una tazza di brodo sono i piatti più comuni. Per combattere la sete si consiglia la ranovola, un’acqua di riso dal leggero sapore di bruciato. Da non perdere il romazava, un piatto di carni in umido con verdura servito con brèdes, una varietà di erbette piccanti. Anche il ravitoto, foglia di tapioca con maiale fritto, è assai gustoso. Il Madagascar è il paradiso della frutta: cedri, banane, ananas, fragole, agrumi e nespole. Ovunque si vendono fette di noce di cocco, il cui latte è un drink molto popolare.

E infine lo shopping. L’artigianato malgascio comprende una vasta gamma di prodotti. I più tipici sono gli intagli nel legno, i lavori all’uncinetto, le pietre semipreziose, le corna di zebù intarsiate, la carta Antaimoro, farfalle incorniciate e bellissime conchiglie. Vi potrete anche sbizzarrire in quanto ad originalità: anche un semplice bastoncello di vaniglia, o del pepe e dello zafferano, e perché no, anche del miele potrebbero essere acquisti simpatici da portare a casa. Un consiglio: non comprate nulla che sia confezionato con animali in via di estinzione perché è proibito.

Antananarivo, la capitale del Madagascar, sorge a 1400 metri di altezza e custodisce le testimonianze di una storia divenuta leggenda nei racconti e nei canti delle popolazioni dell’Imerina, giunta in epoche lontane dall’Indonesia e stabilitasi nella regione degli altopiani centrali del Madagascar. La città sorge su dodici colline sacre e domina una vasta pianura; sulla cima più alta il «Rova» con le vestigia dei palazzi del re e delle regine del Madagascar veglia sulla «città dei mille guerrieri».

Carlo Franciosa


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