Biagio Rossetti secondo Bruno Zevi: originalità e genio in mostra a Roma

La Fondazione Zevi apre le porte a uno straordinario allestimento per una riflessione sull’architettura attraverso il contributo del grande critico romano

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Mostra Biagio Rossetti secondo Bruno Zevi

La Fondazione Bruno Zevi ha inaugurato nella sua sede in via Nomentana 150 a Roma la mostra Biagio Rossetti secondo Bruno Zevi, un’attenta rilettura del lavoro di studio e interpretazione che il maestro Bruno Zevi, grande storico e critico dell’architettura nel dopoguerra, ideò per l’esposizione “Identità di Biagio Rossetti”, che si tenne nel Teatro Comunale di Ferrara nel 1956.

ALLA SCOPERTA DI BIAGIO ROSSETTI

La mostra disposta all’interno della Fondazione è stata curata da Francesco Ceccarelli, Matteo Cassani Simonetti e Adachiara Zevi, in un’opera di fusione e mimesi con l’intera biblioteca, che accoglie e racconta l’intensa attività di ricerca intellettuale del critico romano. La mostra del ’56 rappresentò un contributo enorme per la riscoperta del grande architetto rinascimentale, fino ad allora misconosciuto, autore di quell’Addizione Erculea che rese Ferrara una città nuova e Bruno Rossetti “il primo urbanista moderno europeo”, secondo Bruno Zevi.

SAPER VEDERE L’ARCHITETTURA E L’URBANISTICA

L’allestimento ideato dal critico romano fu un esperimento culturale davvero inedito: allestire nell’Italia postbellica una mostra dedicata a un architetto del passato, secondo una visione moderna e per certi aspetti provocatoria, perché metteva al centro dell’attenzione il “saper vedere” l’urbanistica e l’architettura come mai era stato fatto prima, attraverso fotografie, rilievi, schizzi critici uniti a una lettura filologica dell’opera dell’autore ferrarese. L’allestimento non passò inosservato: per i materiali usati, per la sua interpretazione assolutamente non convenzionale e per il forte impatto visivo ebbe un successo immediato e riuscì a imporsi sia come nuovo punto d’osservazione della città emiliana, sia come modello per le successive mostre di architettura.

In occasione del centenario della nascita di Bruno Zevi e per il cinquecentenario della morte di Biagio Rossetti, la Fondazione ha voluto proporre una riflessione storica e critica su quell’esperienza architettonica postbellica, trasformando i suoi spazi e restituendo a Zevi il merito di un contributo originale, di ricerca e interpretazione che hanno cambiato il modo di leggere l’architettura. La mostra è aperta al pubblico dal 15 novembre e si potrà visitare fino all’11 febbraio 2019.

Elisabetta Zazza

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