L’ultimo report sull’interruzione volontaria della gravidanza

I dati sugli aborti e sull'assunzione della pillola del giorno dopo nell'anno 2016

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Gli ultimi dati resi disponibili dal ministero della Salute, in riferimento all’anno 2016, mostrano una diminuzione delle interruzioni di gravidanza nel nostro Paese. In Italia, infatti, nel 2016 gli aborti risultano diminuiti del 3% rispetto all’anno precedente, anche se d’altro canto è aumentata la vendita della cosiddetta “pillola del giorno dopo”. Questo fenomeno, come confermano gli esperti del settore, può essere considerato la diretta conseguenza dell’eliminazione dell’obbligo di prescrizione medica per la contraccezione di emergenza ormonale, per la pillola del giorno dopo e per quella dei cinque giorni dopo. Per quanto riguarda l’obiezione di coscienza, invece, i numeri restano elevati. I dati raccolti hanno evidenziato un aumento dello 0,4% tra i ginecologi e dell’1,3% tra gli anestesisti. Il Molise raggiunge quota 96,6 % in riferimento alla presenza di ginecologi obiettori di coscienza, la Basilicata si colloca al secondo posto con l’88,1 % e la Puglia al terzo con l’86,1%. Molte altre regioni italiane mostrano numeri elevati, ne consegue che l’alta presenza di medici obiettori potrebbe essere la causa diretta di un aumento dell’utilizzo della pillola del giorno dopo, soprattutto tra le ragazze più giovani. Inoltre in Italia solo il 59,4% delle strutture che hanno al loro interno il reparto di ostetricia pratica l’interruzione volontaria della gravidanza. Un altro dato importante che emerge dal report riguarda la scarsità di consultori familiari presenti sul territorio, molti dei quali, tra l’altro, non svolgono attività direttamente connesse all’interruzione della gravidanza.

Claudia Pennacchio

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