My Jazz Way: un successo annunciato al parco della musica

Coinvolgenti contaminazioni jazz da Verdi a Bob Dylan

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Cinzia Tedesco, vocalist raffinata e travolgente, ci ha regalato lo scorso 19 gennaio grandi emozioni.  Insieme alla Pietro Iodice 5.0 BIG BAND di 16 elementi, diretta da Bruno Biriaco, che ha orchestrato i brani tratti dai CD “Like a Bob Dylan” e dal più recente “Verdi’s Mood” (Sony Music), entrambi arrangiati da Stefano Sabatini, ha registrato il tutto esaurito. Un ‘orchestra di tutto rispetto con lo stesso Sabatini al pianoforte, Luca Pirozzi al contrabasso. Nino Rapicavoli, Paolo Recchia, Gianni Savelli, Torquato Sdrucia, Elvio Ghigliordini ai sassofoni. Fernando Brusco, Claudio Corvini, Francesco Fratini, Roman Villenueva alle trombe. Enzo De Rosa, Roberto Schiano, Luca Giustozzi, Roberto Pecorelli ai tromboni e Pietro Iodice alla batteria. Un repertorio per una rivisitazione unica al mondo, cui si uniscono originalità, groove accattivante ed un’emozionante spinta melodica. Pubblico partecipe, grazie anche a Bruno Biriaco che saputo ancor più coinvolgere con le sue parole esplicative l’originalità dei brani eseguiti. Presenti nella Sala Studio “Gianni Borgna”: Dario Salvatori, Savino Zaba e Pippo Baudo (in foto), salito sul palco per un saluto, ricordando la bravura di Cinzia in un suo programma.

Ma immergiamoci ancor di più tra “mood and groove”, a tu per tu con la nostra interprete:

Un ensamble perfetto: quanto si impiega a trovare la giusta sintonia con un’orchestra?

Amo cantare con la Big Band e grazie a Bruno Biriaco che ha saputo rispettare il feeling dei progetti originali, orchestrandoli jazzisticamente e dando un tocco personale, moderno e coinvolgente ai miei successi più noti, è stato come se mi avessero steso un tappeto sul quale ho felicemente camminato per tutto il concerto.

La Traviata e l’Aida, grande affetto per i melomani ma opere più vicine, grazie al tuo tocco jazz da terzo millennio. Un buon modo per far capire che l’amore resiste nonostante tutto?

Il vero amore resiste e Verdi è l’esempio di quanto il sentimento sia sempre grande protagonista, qualsiasi sia l’estrazione sociale o il livello culturale dei protagonisti delle sue opere. Cantare le sue arie in chiave jazz, sentirle risuonare ovunque è il riconoscimento di un lavoro non facile ma fatto con amore, ed è anche per questo che Verdi’s Mood ha avuto il patrocinio del MIBACT.

Like a Bob Dylan, realizzato prima del premio Nobel, contiene ‘Knocking on The Heaven’s Door’: come ci si sente accanto all’interpretazione di Randy Crawford?

La Crawford è una grande artista, dalla voce capace di emozionare come poche e spero lo diranno anche di me. Mi piace pensare che si possa parlare di musica senza dover sempre etichettare tutto. Per me conta l’interpretazione del testo, il racconto del brano con trasporto emotivo e poi qualcuno identifica questo come pop, soul, rock, jazz. Quella di Dylan è una grande musica dai testi eccezionali, c’è un Nobel che lo attesta, ma al di là di questo, sentire il calore e gli applausi del pubblico anche per la nostra rivisitazione, ricompensa della fatica che abbiamo fatto per mettere in piedi questo progetto.

Quanto è importante, con il tuo progetto, avvicinare i ragazzi all’opera e allo stesso Dylan?

Mi entusiasma vederli ai nostri concerti e spero che i media diano il giusto risalto a questo tipo di operazioni culturali così da far conoscere ai giovani gli autori che hanno segnato epoche e toccato il cuore di tante generazioni.

Foto di Max De Dominicis

Di Alessandra Broglia

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