Giappone

Girare per Tokyo costituisce un’impresa per gli stessi abitanti, figurarsi per uno straniero

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Se c’è un paese oggi da scoprire e da capire, questo è il Giappone. La sua economia aggressiva, la sua vocazione alla tecnologia ne fanno una potenza di cui la vecchia Europa non può non tener conto. Nella città della convulsa era elettronica ora rimane poco del vecchio Giappone, dei suoi samurai, dei teatri “nō” o “kabuky”. Per respirare ancora un po’ di quest’aria bisogna “uscire” verso le campagne o il mare, dove ancora la tradizione è viva, dove davanti ai templi troneggiano ancora i grandi tamburi a forma di botte, dove si coltivano ancora arti altrove dimenticate. Il Giappone è cambiato ma conserva ancora in qualche angolo un po’ di quella storia che lo ha reso, all’occhio occidentale, misterioso. Ed ancora il Giappone dei simboli che rivive tra i faraglioni di Futami che fronteggiano Ise, dove la corda che li lega, allaccia l’intero universo nipponico.

Ed infine il Giappone dei Samurai, quello feudale, che vide la nascita delle più antiche dinastie guerriere ed è proprio in questa zona, nascosta dalle Alpi Giapponesi e per molto tempo isolata dagli itinerari turistici, che si ritrovano intatte le tracce di questo glorioso passato; visitare Takayama, Kanazawa e Fukui, le città-fortezza che sorgono in questa incantevole regione è infatti come compiere un viaggio a ritroso nel passato. Qui non solo le nobili roccaforti, gli antichi templi rievocano i fasti del Giappone feudale, ma le stesse case, le strade, le botteghe degli artigiani testimoniano ancor oggi la presenza viva di quest’epoca remota. Una prova tangibile di questo: la storia e le tradizioni sono parte integrante del Giappone moderno. Tokyo, l’antica Edo dei Shogun, nobili signori che dal 600 governarono da qui l’intero arcipelago, divenne capitale del Giappone nel 1868. Oggi è una metropoli fortemente occidentalizzata che, tuttavia, conserva ancora molto del suo antico charme. Ciò che la rende particolarmente attraente è proprio questo suo irripetibile connubio tra Oriente e Occidente, tra passato e presente. Così, l’attività tumultuosa del porto, i grattacieli del centro degli affari, l’avventuristico quartiere Marunouchi, i raffinati quartieri di Ginza e Nihonbashi, sono l’aspetto più macroscopico del suo sbalorditivo progresso al quale però si fonda in un suggestivo quanto strano insieme, l’immagine più tradizionale della sua storia, della sua anima culturale e artistica. Ecco allora apparire il Palazzo della Dieta in severo stile neoclassico, e la sede del famoso teatro Kabuki, dall’architettura rigorosamente orientale o ancora, i parchi che celano tempietti buddisti e shintoisti, simbolo di una spiritualità che supera ogni manifestazione materiale della vita ed è parte integrante della città.

Dopo la capitale parleremo di alcune altre città: Nikko, la quiete del suo lussoreggiante parco nazionale, situato a 150 km a nord di Tokyo, avvolge lo splendido santuario shintoista Toshogu, costruito nel 1636, uno dei capolavori dell’antica architettura giapponese. A pochi chilometri a ovest, un delizioso paesaggio di foreste circonda il lago Chuzenji con la cascata Kegon, alta 1000m. Nara, l’arte più raffinata, la letteratura più colta del Giappone si svilupparono alla corte di questa antica città capitale culturale e politica dell’Impero nel secolo VII e VIII. I suoi templi e i suoi palazzi conservano ancora la raffinata bellezza delle linee architettoniche ed il gusto squisito degli ornamenti e delle decorazioni. Notevoli esempi sono il tempio di Todai-ji, dominato dall’imponente figura bronzea del Buddha alto ben 16m. Caratteristico è il parco dei cervi sacri, considerati oggi messaggeri divini. E infine Kyoto, l’anima antica e sacra del Giappone si ritrova in questa suggestiva città, dove i templi, i palazzi, i giardini evocano una storia ricca di tradizioni millenarie. Capitale dell’Impero per ben 1074 anni (dal 794 al 1868), Kyoto oggi è il centro religioso più importante del Giappone. E lo testimoniano i numerosi pellegrini che da ogni parte del Paese si raccolgono in meditazione nel santuario di Heian, i cui edifici laccati di rosso contrastano con il rosa delicato dei giardini di ciliegi. Paradigma di storia e religione, di miti e tradizioni, Kyoto riunisce in sé tutti gli elementi più caratteristici della civiltà dell’antico Giappone, attraverso la solennità del Palazzo Imperiale o del Padiglione d’Argento, le antiche dimore di due shogun, nobili signori della città, o nello splendore delle decorazioni del Castello di Nijo che rievoca i fasti di un passato glorioso. Ma anche le botteghe artigiane con le bellissime lacche Makie dai disegni in polvere d’oro su fondo nero o le raffinate porcellane o i bronzi squisitamente lavorati, ripropongono le immagini di una tradizione artistica tramandata di generazione in generazione.

Il mangiare per i giapponesi è un rito. La raffinata cucina si basa sull’ottima qualità della carne, pesce e verdure, sapientemente cucinata. Uno dei piatti più tradizionali è il sukijaki, a base di carne tagliata molto fine, formaggio fuso e verdure cotte sul fuoco. Tutti i piatti vengono insaporiti con della soia e accompagnati dal sakè, famoso vino giapponese, distillato di riso. Il Giappone è famoso in tutto il mondo per la produzione di apparecchi fotografici, tv, radio, apparecchiature elettriche, ecc. Apprezzate le perle coltivate, quelle di Mikimoto sono le più famose. L’artigianato presenta pezzi di lacca, ceramica, stampe. La moneta è lo Yen. L’ambasciata è in via Sella, 60.

di Carlo Franciosa

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