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La Conferenza dei servizi ha avvallato il progetto, seppur con alcune prescrizioni

di Paolo Sabatini

Come ogni anno, anche per il 2017 la stagione di caccia ha da poco preso avvio. Alle consuete (e più che fondate) polemiche animaliste relative all’anacronismo di quello che viene erroneamente definito sport, quest’anno si è aggiunto anche il grido di alcune regioni che hanno sottolineato l’anomala sofferenza estiva alla quale gli animali sono stati sottoposti. Difatti, l’estate appena trascorsa ha lasciato un segno indelebile sulla fauna nostrana, la quale è stata duramente provata da una prolungata siccità e dall’impressionante numero di incendi che hanno colpito i polmoni verdi di tutt’Italia.

Vista la situazione, quindi, diverse regioni hanno richiesto a gran voce l’attuazione di una legge esistente che prevede lo stop alla caccia in annate di sofferenza straordinaria per la fauna, cercando così di dare respiro a quest’ultima. Purtroppo, però, l’indifferenza del governo alla situazione ha consentito che l’avvio della stagione venatoria avvenisse senza alcuna restrizione, condannando così gli animali ad un’ulteriore e più che mai insensata sofferenza.

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